La malaria

Fu chiamata “malaria” perché si pensava che venisse trasmessa dalle paludi e dall’aria stagnante.

La malaria oggi minaccia oltre il 40% della popolazione mondiale, soprattutto quella dei Paesi poveri. Tubercolosi, Aids e malaria sono oggi le principali emergenze sanitarie del pianeta.

È radicata in molte zone del pianeta e, a causa degli spostamenti e dei viaggi, sempre più spesso la malaria è importata anche dove era già stata eliminata.

Oggi è endemica in vaste zone dell’Asia, dell’Africa, dell’America latina e centrale, nelle isole caraibiche e in Oceania, dove provoca 500 milioni di malati ogni anno e quasi un milione di morti.

L’agente patogeno e il suo vettore 

Plasmodium è un genere di protozoi, di cui quattro specie provocano la malaria nell’uomo (Plasmodium vivax e P. falciparum, i più comuni e mortali, P. malariae e P. ovale) mentre altre specie infettano animali quali uccelli, rettili e roditori.

Nel 1898 Ronald Ross dimostrò la presenza di Plasmodium nello stomaco della zanzara Anopheles, ossia capì  che il Plasmodium  è  il  protozoo responsabile della malattia (agente patogeno) scoperta che gli valse il premio Nobel nel 1902.

Importante fu anche il contributo del professor Giovanni Battista Grassi (1854-1925), che dimostrò che la malaria nell’uomo puó essere trasmessa solo dalla zanzara del genere Anopheles (vettore).

Il Plasmodium falciparum è più comune nell’Africa subsahariana ed è una delle cause dell’alta mortalità nella zona (forma maligna di malaria).

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